Africa, poliomielite sconfitta: storico annuncio dell’Oms

202725047-d2b5fd33-a67a-4f04-88b4-d071aaeee1c4

Gli ultimi a debellarla a giugno sono stati il Camerun e la Nigeria. Nel mondo restano due i Paesi dove la malattia non è stata ancora debellata: Pakistan e Afghanistan

 

Il 22 febbraio 2018, Cubacafè partecipò come official sponsor alla “Rotary Day Gala Dinner” del Rotary International – Distretto 2080, evento organizzato per finanziare il progetto “End Polio Now” contro la poliomielite (dettagli qui: https://www.facebook.com/cubacafe1962/posts/2001394686765132). Oggi, finalmente, possiamo dire: obiettivo raggiunto!

 

E’ notizia di questi giorni, infatti, che l’Africa è ufficialmente libera dalla poliomielite, la malattia virale e infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale e che negli ultimi 25 anni ha provocato migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini del continente. Secondo l’Africa Regional Certification Commission (Arcc) – l’organismo indipendente a cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affidato nel 1998 il compito di supervisionare e verificare i lavori di eradicazione della malattia nei diversi Paesi africani – adesso più del 95 per cento della popolazione del continente è stata vaccinata. All’annuncio erano presenti il direttore generale dell’Oms, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, la direttrice regionale per l’Africa, Matshidiso Moeti, e i miliardari e filantropi, il nigeriano Aliko Dangote e lo statunitense Bill Gates.

 

Gli ultimi Paesi essere dichiarati ‘polio-free’, lo scorso 19 giugno, erano stati la Nigeria e il Camerun. Entrambe le nazioni avevano condotto una campagna di vaccinazione su larga scala e non avevano più rilevato casi per un lasso di tempo di tre anni, come richiesto dall’Arcc. L’Oms ha precisato che è soltanto la seconda volta che un virus viene eradicato dall’Africa, dopo il vaiolo quarant’anni fa.

 

“È una grande giornata per i miei fratelli e le mie sorelle africane”, ha scritto su Twitter il direttore dell’Oms Ghebreyesus, “questo è uno dei più grandi risultati della salute pubblica, che dimostra che con la scienza e la solidarietà possiamo sconfiggere i virus e salvare vite umane”.

 

Provocata dal poliovirus selvaggio, la poliomielite è una malattia infettiva acuta e contagiosa che colpisce principalmente i bambini, attacca il midollo spinale fino a causare una paralisi irreversibile. Era endemica ovunque nel mondo fino alla scoperta, alla fine degli anni ’50, di un vaccino al quale i Paesi più ricchi hanno avuto presto accesso.

 

Nel 1988 l’Oms registrava ancora 350mila casi su scala globale, di cui 70mila nella sola Africa. Grazie a importanti finanziamenti (19 miliardi di dollari in 30 anni) e una determinante presa di coscienza collettiva nei Paesi colpiti, ad oggi il poliovirus selvaggio è attivo solo in Afghanistan, con 29 casi confermati nel 2020, e in Pakistan, con 58 casi.

 

Nel 2019 era stato eradicato il ceppo del virus denominato “di tipo 3”, dopo che era stato sconfitto anche il poliovirus “di tipo 2”. “Il raggiungimento dell’eradicazione della polio sarà una pietra miliare per la salute globale”, aveva detto allora Ghebreyesus.

 

I ceppi di poliovirus in totale erano tre, identici dal punto di vista dei sintomi ma dal profilo genetico diverso. Poliovirus di tipo 1 (WPV1), di tipo 2 (WPV2) e di tipo 3 (WPV3). Sintomaticamente, tutti e tre i ceppi sono identici, causano una paralisi irreversibile o addirittura la morte. Ma ci sono differenze genetiche e virologiche che rendono questi ceppi tre virus separati che devono essere sradicati singolarmente. Il WPV2 è stato ufficialmente eradicato nel 2015, mentre il WPV3 ha fatto parlare di sè l’ultima volta nel 2012, con un caso rilevato in Nigeria.

 

L’annuncio ufficiale della scomparsa, nel mezzo della pandemia da coronavirus e mentre la Repubblica Democratica del Congo è alle prese anche con l’ebola, rappresenta un passo storico. La vaccinazione è stata l’unica arma per sconfiggere la poliomielite; se diminuissero le vaccinazioni, il virus selvaggio della polio potrebbe tornare a diffondersi rapidamente.

 

(fonte: La Repubblica)

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su email
Email